La Duchessa
Il dipinto di Mingucci e la villa della Duchessa
La villa della Duchessa fu fatta costruire da Ippolito della Rovere (1554-1598), padre di Livia che sposò il duca Francesco Maria II. Con la Vedetta è la seconda delle ville roveresche scomparse e sulle quali, per lungo tempo, si è discusso se fossero effettivamente esistite o fossero solo il frutto della fantasia dell’acquarellista Francesco Mingucci.
Il Mingucci dipinge infatti anche la Duchessa e sullo sfondo del paesaggio è ben riconoscibile la Vedetta. Il dipinto si intitola “Luogo della Serenissima Signora Duchessa in Soria” ed è stato il toponimo “in Soria” che ci ha indotti ad individuare una pianta ritrovata nell’Archivio di Stato di Firenze e classificata come villa di Soria, alcune analogie con la villa del dipinto seicentesco.
Questo infatti rappresenta una villa con ampi giardini terrazzati; il suo prospetto principale non è visibile e la pianta è immaginabile come un rettangolo loggiato su lati, il primo lungo (quello non visibile), il secondo corto in fondo visibile che guarda la villa. Le torri, collocate quasi su un bastione murato al di sotto del quale discende ai giardini.
È questo un ulteriore elemento di confronto tra le due rappresentazioni evidenziato nella pianta fiorentina dalla presenza al piano terra di una scala a chiocciola esterna al perimetro dell’edificio.
La scala, che non è più presente al piano superiore, doveva dunque condurre esclusivamente ai livelli sottostanti, come riscontrabile nei dipinti del Mingucci.
Altro elemento comune alle due rappresentazioni è, infine, la presenza dell’altana: dipinta nell’acquarello e descritta nella leggenda della pianta fiorentina.
