Villa Imperiale

L’incantevole Villa Imperiale nel Parco San Bartolo


Insieme a Villa Caprile, Villa Imperiale emerge come uno dei più significativi tesori storici sulle colline di Pesaro. Le visite guidate organizzate da Isarion offrono un’opportunità unica per esplorare questa meraviglia. Cerchiamo di fornire qualche informazione su di essa, senza certo esaurire tutto ciò che ha da offrire, ma piuttosto stimolare la vostra curiosità e invitarvi a includerla nella lista dei luoghi da non perdere durante il vostro viaggio.

Il complesso è caratterizzato dalla presenza di due distintive strutture architettoniche, unite da un corridoio sospeso: la villa quattrocentesca degli Sforza, antichi signori di Pesaro, e l’ala cinquecentesca progettata da Girolamo Genga, rinomato architetto urbinate, per i duchi della Rovere. La denominazione del complesso è legata a un interessante episodio storico: nell’anno 1452, l’imperatore Federico III fece tappa a Pesaro; fu Alessandro Sforza, allora signore della città, ad accoglierlo e a condurlo alla villa, situata sulle alture, illustrandogli dettagliatamente il progetto, all’epoca ancora in fase di sviluppo. L’imperatore pose personalmente la prima pietra e in memoria di questo evento la dimora è ora conosciuta come Villa Imperiale.

La sua costruzione si concluse nel 1469, come testimonia l’iscrizione sul portale d’ingresso accanto allo stemma con le aquile imperiali. Come tipico di una dimora nobiliare di campagna, la villa era destinata ad accogliere ospiti e offrire loro svaghi come giochi, lettura, passeggiate e intrighi amorosi. Inizialmente, gli Sforza riservarono per sé tre ampie stanze al piano terra, ma nel corso dei secoli la dimora subì numerosi cambiamenti, aggiunte e restauri, passando di mano in mano tra diverse famiglie nobili: Della Rovere, Medici, Albani. Molteplici artisti hanno lasciato il loro segno, ma è soprattutto a Girolamo Genga che la villa è associata, soprattutto per l’ala più suggestiva, realizzata sotto la supervisione di Leonora Gonzaga, consorte di Francesco Maria Menzocchi. È sempre Genga a commissionare un notevole ciclo di affreschi a artisti come Francesco Menzocchi, Raffaellino del Colle, Camillo Montovano e i fratelli Dossi. L’ala cinquecentesca, posizionata su un colle grazie a terrazzamenti, offre ampi spazi aperti: logge, giardini e cortili, perfetti per il tempo libero dei duchi e dei loro ospiti. Tra le piante presenti, spiccano agrumi, cotogne, melograni e naturalmente siepi di bosso: un giardino così distintivo e vasto da essere ancora oggi considerato uno dei principali delle Marche, inserito nel circuito dei Grandi Giardini Italiani.

Nonostante alcune decorazioni, elementi architettonici e caratteristiche naturalistiche siano andati perduti nel corso del tempo, sia durante il periodo dei Gesuiti che durante la Seconda Guerra Mondiale, la cura dei Catelbarco Albani, soprattutto attraverso un importante restauro negli anni sessanta, ha permesso il recupero di gran parte delle meraviglie originali. Villa Imperiale è aperta alle visite ogni mercoledì e sabato, da maggio a settembre, su prenotazione, ma è anche disponibile per essere affittata come location per eventi speciali e matrimoni. Si prestano anche a iniziative legate al mondo aziendale. La vista panoramica sulle colline circostanti e sul mare è senza dubbio una delle più suggestive della regione, specialmente dall’incantevole balcone da cui si può ammirare. Il panorama si estende fino al Parco San Bartolo, un’altra perla della natura e della storia della zona, offrendo un perfetto esempio dell’armonia tra le bellezze naturali e quelle create dall’uomo che caratterizza questa parte dell’Italia. Da qui è possibile esplorare gli spazi aperti, le corti, le terrazze, i giardini, gli appartamenti della duchessa Leonora Gonzaga e le sale affrescate.