Casa Rossini

Tra le Note del Passato: Gli Interni di Casa Rossini

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Allo spazio espositivo si è integrato il secondo livello per alloggiare materiali legati ad interpreti e creazioni rossiniane e esposizioni tematiche di breve durata. Al pianterreno, un’area accogliente ad accesso libero saluta i visitatori con un negozio d’eccezione.

Le risorse di fruizione digitale rappresentano un elemento cruciale dell’allestimento. Oltre alla Sala per contenuti audiovisivi, nuovi approfondimenti e risorse grafiche in formato digitale (partiture originali e corrispondenza) sono accessibili tramite schermi interattivi lungo il tragitto, e specifici punti sono predisposti per l’ascolto di riproduzioni audio dei documenti/epistolari, permettendo così una piena comprensione delle avventure personali e creative di Gioachino Rossini.

Particolare cura è stata posta sull’accessibilità: la ‘rifatta‘ Casa Rossini mette a disposizione strumenti per i non vedenti – descrizioni in braille, pannelli in rilievo, audioguide e possibilità di toccare alcune opere – e per i non udenti, con videoguide nella lingua dei segni LIS italiana.

La casa di Rossini

L’abitazione dove vide la luce Gioachino Rossini è ubicata sulla storica “Via del Duomo” (ora chiamata via Rossini). Le origini dei piani terra e primo risalgono al XV secolo, mentre i due piani ulteriori sono stati aggiunti in periodi successivi. Nel primo terzo del Settecento, un ampio restauro modifica sia la facciata che l’interno, strutturato su quattro livelli e dotato di un seminterrato.

In questo luogo Rossini viene al mondo il 29 febbraio 1792, come testimonia la targa celebrativa situata in una camera del primo livello: “La sublime arte musicale celebrò in questo spazio la venuta al mondo di Gioacchino Rossini“. Il maestro vi passa i suoi anni iniziali insieme al suo nucleo familiare. Della costruzione primordiale si possono ancora osservare le persiane delle aperture arcuate, i focolari segnati dal rossore delle fiamme e alcune componenti di un’antica cucina.

Nel 1892, al centenario della nascita di Rossini, l’Amministrazione di Pesaro rileva l’edificio trasformandolo in museo; nel 1904 viene riconosciuto come monumento di interesse nazionale.

Cosa Vedere

Gran parte degli oggetti in mostra proviene da raccolte di fine XIX secolo; il corpus principale ha origine da Parigi e consiste prevalentemente in stampe e incisioni, litografie e ritratti appartenuti all’illustre Alphonse Hubert Martel, estimatore di reliquie rossiniane. Nell’abitazione natale vengono mostrate le stampe delle composizioni di Rossini e dei suoi noti esecutori: Adelina Patti (Rosina/Barbiere di Siviglia), Giovan Battista Rubini (Otello), Giuditta Pasta (Tancredi), Gilbert-Louis Duprez (Arnold/ Guillaume Tell).

Merita attenzione la serie di trenta immagini rappresentanti Rossini, organizzate in ordine cronologico dalla giovane età alla maturità; un disegno di Gustave Dorè lo rappresenta nel suo ultimo giaciglio. Oltre ai ritratti ufficiali, viene mostrata una collezione di caricature, tra cui una piccola statua di Jean Pierre Dantan che ironizza su Rossini e altre figure del panorama musicale del XIX secolo. Inoltre, nella sala dedicata alle melodie, si trovano un fortepiano, strumento realizzato a Venezia nel 1809, e alcune scritture originali del compositore.

A partire dal luglio 2015, con l’aggiornata disposizione, Casa Rossini ha ampliato la propria collezione grazie alla partnership con la Fondazione Rossini, che ha fornito nuovi e captivanti materiali, inclusi lettere e partiture originali, testi iniziali delle opere di Rossini e la conversione digitale di complete composizioni musicali.

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